giovedì, agosto 25, 2005

Un ricordo di TINTAGEL in Cornovaglia

Tintagel – scrive E. Jenkis nel suo "Il mistero di Re Artù" (Gruppo Editoriale Armenia, Milano) – è uno di quei luoghi che non è necessario vedere per comprenderne la solennità. Gli enormi, elevatissimi picchi di roccia che si gettano a strapiombo sulla spiaggia sottostante e il mare, talvolta color blu pavone, adagiato mollemente contro le spiaggette pietrose, talaltra plumbeo e lanciato rabbiosamente contro la costa fino a esplodere in ondate imponenti e schiumanti esercitano un'influenza talmente potente sull'immaginazione che dire che Artù venne concepito sopra quel mare, in mezzo al rombo di quei cavalloni, significa impregnare il luogo e la storia di una reciproca magia".


Un tipico shop a Tintagel



L'Ufficio Postale a Tintagel



Il Castello di Re Artu



La scalinata per raggiungere il Castello di Re Artu



Quel che resta del Castello di Re Artu, rovine ma con tanto fascino



La Grotta di Mago Merlino presso il Castello di Re Artu, affascinante


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